A casa di Alice: vi presentiamo Ilaria

La famiglia di Alice si è allargata tantissimo in questi anni. Dal primo punto vendita in Via delle Grazie all’ombra di San Pietro, siamo arrivati in posti nuovi ed inaspettati, incontrando tantissimi pizza lovers. Dal 1990 ad oggi abbiamo fatto conoscere la nostra idea di pizza a tanti nuovi clienti, grazie al sorriso e all’allegria dei nostri collaboratori, membri della grande famiglia di Alice. Ma cosa vuol dire per loro far parte del mondo di Alice? Quali sono i loro desideri e aspirazioni? E soprattutto cos’è per loro la Pizza? 

È da qui che nasce “A Casa di Alice”Vogliamo raccontarvi la famiglia di Alice dagli occhi delle persone che la rendono speciale ogni giorno.

Siete pronti ad entrare nella nostra casa?

Ilaria

Le storie di “A Casa di Alice” continuano. Questa volta abbiamo incontrato Ilaria, pizzaiolo e imprenditore, giovane e determinato.

Come ti chiami e quanti anni hai?

Lavoro da Alice da poco più di quattro anni. 

Dove lavori?

Sono nella pizzeria di via Monte Zebio. Faccio la banchista.

Da piccola che lavoro volevi fare?

Amo l’architettura e il design, il mio sogno nel cassetto è sempre stato fare la designer di interni. 

Se fossi un gusto di pizza quale saresti?

Se fossi un gusto di pizza? Radicchio e tonno tutta la vita!

Che cos’è che piace di più ai tuoi clienti dell’esperienza di venire nel punto vendita di Alice?

Secondo me ai clienti, (oltre la nostra pizza) piace che, anche nei momenti di lavoro più intenso, troviamo sempre un attimo per sorridere o strappare un sorriso. 

I turisti capiscono la pizza al taglio romana? 

I turisti apprezzano tantissimo la pizza romana, anche se non concepiscono le pizze “fredde”, su quello non transigono!

Qual è il momento della tua giornata lavorativa che preferisci?

Il momento che preferisco è sicuramente l’ora di cena…il giusto compromesso 🙂

3 parole che descrivono la pizza secondo te: aggettivi, verbi, quello che vuoi.

Tre parole che posso associare alla pizza sono sicuramente DEDIZIONE, GUSTO e per me anche un po’ OSSESSIONE